Sai che dovresti farlo, eppure rimandi: il circolo della procrastinazione

Mani su una scrivania disordinata piena di libri, appunti e post-it, tema della procrastinazione

“Lo faccio domani”. Quante volte lo abbiamo pensato, sapendo già che quel domani si sarebbe trasformato in dopodomani, nella prossima settimana, fino a farlo diventare un peso che ci portiamo dietro più a lungo del necessario? Un’email scomoda, una telefonata difficile o prendere una decisione importante: prima o poi, quasi tutti rimandiamo qualcosa che sappiamo di dover fare. Se conosciamo il fastidio e il senso di colpa che ne derivano, perché continuiamo a farlo?

Non è solo pigrizia

La procrastinazione viene spesso ricondotta a semplice pigrizia o a una cattiva organizzazione. Se fosse davvero così, tuttavia, basterebbero un’agenda più curata o un po’ di forza di volontà per risolvere il problema. Procrastinare, invece, significa rimandare volontariamente qualcosa che avevamo intenzione di fare, pur sapendo già che questo ritardo ci farà stare peggio. Non è la stessa cosa di decidere consapevolmente di occuparsi di qualcosa più avanti perché oggi abbiamo altro da fare: è piuttosto uno scontro interno tra il “dovrei” e il “non ne ho voglia”, in cui spesso vince il secondo.

Esistono diversi tipi di procrastinazione: c’è chi rimanda per perfezionismo e, per paura di fare qualcosa di imperfetto, preferisce non iniziare affatto; chi rimanda per paura del giudizio, magari per un esame o un colloquio; chi invece ricerca l’adrenalina dell’ultimo minuto, convinto di fare meglio sotto pressione… Qualunque sia la ragione, alla base c’è quasi sempre lo stesso meccanismo: una difficoltà nella gestione delle emozioni. Quando un compito ci sembra spiacevole e noioso, o difficile e ci mette ansia, il cervello cerca la via più rapida per sentirsi meglio in quel momento: scappare. E funziona! Appena mettiamo da parte il compito, ci sentiamo subito più leggeri. Questa leggerezza dura pochissimo e senza accorgercene, ci insegna a rimandare anche la prossima volta.

Il circolo vizioso del senso di colpa

Il compito che abbiamo evitato però non sparisce: rimane lì, e spesso lo ingigantiamo da soli rimuginando. Più ci pensiamo, più crescono l’ansia e il senso di colpa. Ne deriva un dialogo interno autocritico, fatto di pensieri come “non ce la farò mai”, che accresce il disagio legato al compito e, di conseguenza, il bisogno di evitarlo ancora. Procrastinazione, senso di colpa e ansia si alimentano così a vicenda, dando origine a un vero e proprio circolo vizioso.

Qualche consiglio pratico per uscire dalla procastinazione

  • Riduci il compito a piccoli passi: “scrivere la tesi” può sembrare un obiettivo enorme, mentre “aprire il documento e scrivere il titolo” è molto più semplice. Scomporre il lavoro in piccole azioni aiuta a iniziare;
  • Usa la formula “se… allora…”: stabilisci in anticipo come reagire in una situazione precisa. Per esempio: “Se torno a casa e mi viene voglia di mettermi sul divano, allora prima rispondo alla mail”;
  • Sii gentile con te stesso/a: rimproverarti per aver procrastinato non aiuta a interrompere il circolo vizioso. Concediti la possibilità di perdonarti e di ricominciare;
  • Riduci le distrazioni: nascondi il telefono, libera la scrivania e chiudi le applicazioni inutili. Un ambiente favorevole alla concentrazione riduce la necessità di fare affidamento sulla forza di volontà;
  • Premia i piccoli progressi: dopo aver completato una parte del lavoro, concediti una piccola ricompensa. Associare il risultato a qualcosa di piacevole può aiutare a rendere più facile ripetere il comportamento.

In conclusione

La procrastinazione non è un difetto, ma un comportamento umano, molto diffuso e soprattutto modificabile.

Va bene rimandare ogni tanto. Se invece procrastini spesso e questo si accompagna ad ansia e senso di colpa che ostacolano lo studio, il lavoro o le relazioni, può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta. La prossima volta che ti accorgi di rimandare qualcosa chiediti cosa stai provando in quel momento. Riconoscere ciò che stiamo cercando di evitare è il primo passo per interrompere il circolo della procrastinazione e scegliere di agire, anche un piccolo passo alla volta.

Bibliografia:

Jarrett, C. (2010, May 4). The cure for procrastination? Forgive yourself. BPS Research Digest, British Psychological Society. https://www.bps.org.uk/research-digest/cure-procrastination-forgive-yourself

Jarrett, C. (Host). (n.d.). Episode 10: How to stop procrastinating [Audio podcast episode]. In PsychCrunch. BPS Research Digest, British Psychological Society. https://www.bps.org.uk/research-digest/episode-10-how-stop-procrastinating

Tirocinante e psicologa in formazione
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